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Amministrazione

Cancelleria comunale

6548 ROSSA
T +41 91 828 13 47
F +41 91 828 13 37
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Orario sportello e telefono
Lunedì e venerdì dalle 08.30 alle 11.30

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Storia

Il nome di Rossa è derivato dal fatto che la Chiesa fu costruita sopra un sasso rossiccio, colore molto presente nella roccia del nostro territorio. 

Comune grigionese del circolo della Valle Calanca distretto Moesa; territorialmente occupa 1/3 della Valle a 1088 msm,. Nel 1982 è stato uno dei primi Comuni del Moesano a riunire le proprie risorse con gli allora comuni di Augio e di Santa Domenica. 

Rossa dista 20 km da Grono, 130 km dalla capitale Coira, 30 Km da Bellinzona, 60 Km da Lugano e 140 Km da Milano. 

Confiniamo con i comuni di Cauco e Arvigo per quanto riguarda la Valle Calanca,Mesocco e Soazza Valle Mesolcina e il Cantone Ticino.

Bisogna ricordare che la Valle non fu sempre costituita da 8 comuni attuali. Non sappiamo quando la ripartizione sulla base di 11 (sino al 1982) sia avvenuta, ma possiamo arguire che non sia successa prima del 1800. 

Dai documenti di quel tempo risulta che le degagne erano otto, senza Augio, Landarenca e Braggio. Braggio era unito a Selma; Landarenca con Arvigo; e Augio con St. Domenica. Le questioni più salienti che si ebbero fra i singoli comuni e tra le diverse degagne furono quasi sempre di carattere religioso.

Santa Domenica

Santa Domenica

Santa Domenica oltre alle vertenze ecclesiastiche già dette ebbe dal 1658 al 1788 diverse questioni con Cauco per confini, lavori comunali, godimento del legname trasportato dal fiume e per pascoli. Tra il 1791-1798 ebbe pure lunghe questioni con Augio a motivo delle assemblee di degagna.


Il villaggio, situato a 1040 m, guarda dal suo terrazzo sul fiume Calancasca.
Fino al 1796 appartenne al comune di Calanca e dal 1796 al 1851 alla Calanca interna; comune autonomo dal 1851 e nel 1982 è stato integrato nel comune di Rossa.


La chiesa parrocchiale, dedicata a S. Domenica, è una delle più rilevanti chiese barocche dei Grigioni; dopo quella di Santa Maria, la chiesa di Santa Domenica è certamente la più importante ed artistica della Valle Calanca. E’ stata costruita verso il 1024 e fu la prima a separarsi da Santa Maria, ciò che avvenne nel 1548 e poi nel 1611.

Nel 1445 venne consacrata per la prima volta da Corrado, vescovo titolare ed ausiliare del vescovo Hartmann di Coira; ci furono ulteriori consacrazioni al punto che si denominò per lungo tempo “parrocchia della Calancasca” perché ad essa sottostavano Rossa, Augio, Santa Domenica e Cauco. La chiesa venne dedicata a Santa Domenica da cui trasse il nome il Comune, che prima si chiamava “Cervis”.


La cappella della Madonna Addolorata è del XVII sec., quella dell'Immacolata del XIX sec. Le abitazioni hanno la base in muratura e la parte superiore di legno; alcune sono decorate con affreschi del XVII e XVIII sec.

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Augio

Augio

Augio ebbe contese diverse e lunghissime con Santa Domenica per la separazione ecclesiastica e contese territoriali con Rossa. Villaggio situato sulla sponda destra del fiume Calancasca a 1034 m. autonomo dal 1851, nel 1982 è stato integrato nel com. di Rossa.

L'attuale chiesa dei SS. Giuseppe e Antonio da Padova risale al 1784 ed è stata edificata sul luogo di una primitiva cappella, anteriore al 1683. Un notevole apporto lo diedero anche gli emigranti, fra i quali Carlo Spadino che per frutto di questa emigrazione importò un po’ di carattere parigino, molto segnato nella Casa Spadino costruita nel XVIII secolo e oggi sede del centro culturale La Cascata.

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Rossa

Rossa

Rossa ebbe numerose questioni con Santa Domenica per la chiesa e la cappella di Valbella. Nel 1661 ebbe pure una lunga questione con Sabbione per la ripartizione delle cariche comunali. Nel 1672 ebbe una vertenza con le degagne di Sta. Maria, Cauco e “Calancasca di fuori” causa la strada di Nomnom.

Più tardi e ancora recentemente ebbe questioni con Augio per affari di giurisdizione.
Comune autonomo dal 1851 in precedenza fece parte del comune di Calanca e, dal 1796 al 1851 della Calanca interna.
Ricordiamo che quasi tutte le vertenze per affari di giurisdizione o territoriali furono appianate con l’arbitrato, avvenuto nel maggio 1932, grazie all’interessamento del Piccolo Consiglio dei Grigioni.

La chiesa parrocchiale di S. Bernardo venne costruita nel 1677-1684. Il com. annovera diverse cappelle: di S. Carlo al Sabbione (1694) dipinti Giorgioli, di S. Maria della Neve (1683, località Valbella), di S. Maria Maddalena al Calvario (1691), della Madonna del Sangue e della Madonna del Rosario (XVIII sec.), di S. Rocco (1725).

 

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Il Moesano nel corso dei tempi

Il Moesano nel corso dei tempi

Ca. 10000 a.C. 

Dall’assenza di vegetazione fino a una rada sterpaglia.

Ca. 9000 a.C. 

All’inizio fitta sterpaglia, poi il bosco ritorna a coprire il terreno, dapprima betulla, poi pino, i boschi si fanno rapidamente fitti.

Migrazione degi alberi termofili.

Ca. 7500 a.C.

A basse quote boschi misti di tigli e olmi, ontaneti; a quota più alte troviamo abiette, al limite della zona boschiva troviamo pini cembri e larici; espansione massima dei querceti e delle abetine; prime tracce di cultura, incendi; a Mesocco si trovano i reperti più vecchi. 

Ca. 4000 a.C. 

A basse quote boschi misti di tigli e olmi; in Mesolcina la Quercia assume un ruolo predominante, ontaneti; a quote più elevate regresso del abete bianco, migrazione della peccia che entro breve tempo assume un ruolo dominante; l’ontano nano (drosa) è frequente; raro il pino cembro; il larice si trova in una stretta fascia al di sotto del limite superiore del bosco; il faggio si trova fin nelle valli più superiori anche se raro.

3200 - 2600 a.C. 

Castaneda, Pian del Remit: resti di architettura, prime tracce di campicoltura (aratro!).

1400 - 1200 a.C. 

Mesocco, insediamento/centro abitato TecNev-Santa Maria del Castello.

600 - 500 a.C. 

Mesocco, necropoli presso l’attuale negozio Coop.

Fino al 200 a.C. 

Continuazione della presenza delle ricche tombe/sepolcri di Castaneda; accertata la presenza di campicoltura, viticoltura, betulleti.

Ca. 0 

Intensità dell’agricoltura piuttosto ridotta, agricoltura e viticoltura poco estese, castagneti e selve di noci rari o assenti.

Ca. 1000 d.C. 

Estensione massima dei castagneti, selve di noci, coltivazione di cereali e viticoltura; dissodamenti per far posto all’alpicoltura.

Ca. 1500 d.C. 

Regressione di tutte le piante coltivate nelle quote superiori. Passaggio alla sola praticoltura; a quota più basse sviluppo del mais.

Fonti bibliografiche
H. Zoller; Pollenanalytische Untersuchungen zur Vegetationsgeschichte der insubrischen Schweiz, 1960
Schweizerisches Landesmuseum Zürich; Die Lepontier, Grabschätze eines mystischen Alpenvolkes, 2001

 

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Alcune date importanti riguardanti la valle Calanca

Alcune date importanti riguardanti la valle Calanca

12.08.1296 

Si firma l’atto che fissa i confini tra il comune di Roveredo-S.Vittore e quello di Calanca.

La Calanca è rappresentata dai suoi dodici delegati.

1496 

La Calanca entra a far parte della lega Grigia.

1796 

La Calanca si divide, politicamente, in Esterna e Interna.
Esteriore: S.ta Maria, Castaneda Buseno e Cauco.
Interiore: Arvigo-Landarenca, Braggio-Selma, S.ta Domenica-Augio e Rossa-Sabbione.

1830 - 1831 

Costruzione della strada della valle.

1851 

La Calanca costituisce il 3° Circolo del distretto Moesa.

1866 

Spartizione dei beni Patriziati, rimasti in comunione sino ad allora.

 

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Appari! grido, Appari! alla montagna,
che senza fine lungo i giorni e il tempo
da me volge lo sguardo e resta sola.
Appari! la montagna mi risponde...
E questa voce non è ancora spenta
che già torna invincibile il silenzio
e l’orma antica pasce sulle rocce.

Remo Fasani

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Clemente Maria a Marca, di Soazza
(1764 - 1819)

Podestà di Teglio e governatore della Valtellina. Deputato alla Dieta generale a Berna, presidente del Gran Consiglio e membro del governo grigionese, presidente del tribunale d'appello. Protesse il soggiorno di Ugo Foscolo a Roveredo. Commerciante di legname e promotore del nuovo collegamento stradale da Bellinzona a Coira attraverso il San Bernardino.

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